Aiuto! Ho un attacco di panico!

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Il cuore comincia a battere forte, sempre più forte, fino a che il petto sembra possa rompersi dolorosamente da un momento all’altro. Le mani, la schiena, la fronte cominciano a sudare, mentre i brividi percorrono il corpo e tutto comincia a tremare. La nausea e i movimenti intestinali ci investono con allarmanti sensazioni. La testa comincia a girare e la vertigine ribalta la normale percezione della realtà mentre il respiro diventa affannoso e l’aria non basta più, fino alla sensazione di soffocare. La mente in balia di questo terremoto corporeo comincia a bombardarci con un unico pensiero: “Oddio, sto morendo!”

Benvenuto attacco di panico! Una delle esperienze psicosomatiche più destabilizzanti e spaventose che ha afflitto almeno una volta nella vita circa un italiano su sei: una percentuale altissima. È molto probabile che, se stai leggendo questo articolo, l’hai già sperimentato sulla tua pelle.

Ma cos’è un attacco di panico?

Dal DSM-5, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, scopriamo che l’attacco di panico è caratterizzato da sintomi che si possono manifestare in presenza di disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbi da stress post-traumatico e disturbi da uso di sostanze psicoattive. Allo stesso modo si può manifestare in presenza di problematiche cardiache, respiratorie, vestibolari e gastrointestinali. Si presenta con un’improvvisa sensazione di paura e malessere che in poco tempo raggiunge il picco massimo fino ad esaurirsi. Si tratta di un’esperienza breve ma molto intensa, che in 10/20 minuti ci fa provare tutti o alcuni tra questi sintomi che coinvolgono corpo e mente: tremori, palpitazioni, sensazione di soffocamento e “fame di aria”, nausea e disturbi gastro-intestinali, giramenti di testa e vertigini, torpore e formicolio, brividi, calore, paura di perdere il controllo e paura di morire.

Il nome panico deriva dal greco panikos, aggettivo di Pan. Pan nell’antica Grecia era una divinità dei boschi e delle campagne, figlio di Ermes e, a seconda delle fonti mitologiche, figlio della ninfa Driope, della dea Perfesone o addirittura della capra Amaltea. Raffigurato con zampe e corna di capra, fortemente irsuto, con busto e viso umano, Pan è una figura potente e piena di vita, che racchiude in sé la forza della natura selvaggia e imprevedibile. Pensando a Pan viene subito in mente la sua prorompente energia sessuale, che nei miti sprigiona vagando nei paesaggi naturali in cerca di uomini, donne, ninfe o animali con cui unirsi. Se per via del suo aspetto non propriamente piacente gli oggetti d’amore gli sfuggono, allora si dedica alla masturbazione per placare il suo incontenibile desiderio.

Analogamente quando “il dio Pan ci viene a trovare” nella vita di tutti i giorni, entriamo in contatto con una forza vitale così impetuosa da spaventarci terribilmente. Nella visione psicosomatica quella energia vitale è nostra. Nulla di estraneo irrompe nelle nostre vite, bensì parti di noi non riconosciute e quindi spaventose che si scatenano con lo scopo di allontanarci da ciò che ci danneggia. Per quanto decisamente poco piacevole, il panico ha una funzione protettiva. Può travolgerci in situazioni da noi percepite come psicologicamente minacciose, rigide, opprimenti, che non ci permettono di liberare le emozioni e la creatività. Ne sono esempio posti di lavoro troppo sfidanti, percorsi di studio che costringono a grandi sforzi, relazioni che non permettono l’espressione libera e spontanea di sé, ma anche passaggi evolutivi per cui non ci sentiamo pronti e adeguati.

Diventa importante domandarsi cosa non va nella propria vita e per farlo efficacemente ci si può rivolgere alla psicoterapia. Non solo per individuare le condizioni che hanno contribuito a scatenare i sintomi, ma soprattutto per risvegliare le proprie risorse interiori utili ad abbracciare il cambiamento. Proprio quel cambiamento che il nostro corpo ci chiede disperatamente attraverso l’attacco di panico. Perché, diciamoci la verità, dopo aver osservato dolorosamente cosa c’è da modificare, spesso non sappiamo proprio da che parte cominciare per innescare la trasformazione. Il più delle volte ci si accontenta di mettere una toppa fino alla prossima manifestazione del sintomo. Infatti uno dei grossi problemi degli attacchi di panico è proprio la paura che si ripresenti.

Dunque come affrontarlo?

Trovare uno psicoterapeuta che ci ispiri fiducia, con cui impostare un percorso di esplorazione e cura, è il primo passo significativo nel meraviglioso percorso di ritorno alla salute e al benessere. Quando si presenta l’attacco di panico può fare la differenza disporsi in modo accogliente verso i sintomi, con la consapevolezza che passeranno in qualche minuto. Seppur terribilmente fastidiosi, abbracciamoli come parti di noi venute a richiamare la nostra attenzione su ciò che va assolutamente cambiato. Il nostro corpo è l’amico più saggio che incontreremo nella vita, quell’amico che ha sempre le risposte perfettamente calzanti alle nostre domande. Diamogli fiducia.

Dott.ssa Erika Gerardi

Psicologa Psicoterapeuta

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